




La scelta del nome di un marchio farmaceutico non si limita più alla semplice ricerca di una parola disponibile; oggi rappresenta una sfida strategica complessa e di grande importanza.
Nel 2026, l’evoluzione delle dinamiche di mercato, il rafforzamento della vigilanza normativa e l’adozione dell’intelligenza artificiale richiederanno ai team che si occupano di proprietà intellettuale (IP) e branding nel settore farmaceutico di adeguare le proprie strategie.
Abbiamo parlato con Larry Rickles, consulente in materia di proprietà intellettuale presso Moore & Van Allen, e Jukka Immonen, direttore delle soluzioni farmaceutiche presso Corsearch, due figure di spicco nel settore farmaceutico in materia di proprietà intellettuale che condividono un chiaro consenso: la vostra competenza è fondamentale, proprio ora che l’approccio tradizionale e lineare alla denominazione sta diventando obsoleto.
Il successo oggi richiede una strategia integrata, supportata dalla tecnologia ma guidata dal vostro giudizio.
Ecco alcune considerazioni fondamentali e concrete per aiutare i responsabili della proprietà intellettuale a orientarsi nel panorama della denominazione dei prodotti farmaceutici:
Come affrontare la saturazione del mercato dei marchi: barattare la velocità con la certezza
La principale sfida operativa è rappresentata dal forte aumento dell’attività in materia di marchi. Le domande di registrazione di marchi della classe 5 sono passate da circa 15.000 a oltre 35.000 all’anno entro il 2025.
Questa crescita ha un impatto diretto sullo sviluppo del marchio:
- Meno candidati idonei: il numero di nomi che possono essere autorizzati a livello globale sta diminuendo rapidamente.
- Cicli di liquidazione prolungati: l’incertezza nella fase iniziale è elevata, il che comporta tempi più lunghi e un maggiore impiego di risorse per la due diligence.
Per i team costretti ad accelerare i tempi di immissione sul mercato, la gestione della saturazione è una realtà quotidiana che deve essere affrontata in modo strategico sin dal primo giorno.
Analisi normativa: l’imprevedibile ostacolo finale
Le autorità sanitarie mondiali, tra cui la FDA statunitense e l’Agenzia europea per i medicinali (EMA), stanno adottando sistemi più sofisticati per valutare la sicurezza dei nomi dei farmaci.
La sfida non risiede nel rigore della revisione, bensì nella sua persistente imprevedibilità:
- Obiezioni in fase avanzata: anche dopo un’approfondita procedura di pre-approvazione, possono emergere obiezioni da parte delle autorità di regolamentazione nelle fasi finali del processo di approvazione, costringendo a un costoso rebranding.
Conclusione chiave: la verifica della disponibilità dei marchi e la strategia normativa non possono più essere attività sequenziali; devono essere armonizzate in un unico processo che valuti la fattibilità normativa parallelamente al rischio legato ai marchi.
L'intelligenza artificiale come moltiplicatore di forza, guidata dalla competenza
L'intelligenza artificiale rivoluziona la velocità e la portata delle analisi nei moderni flussi di lavoro relativi alla proprietà intellettuale. Gli strumenti basati sull'intelligenza artificiale consentono un'analisi rapida e basata sui dati delle somiglianze linguistiche, dei database globali e dei dati normativi, abbreviando notevolmente la fase iniziale di screening.
Tuttavia, l’intelligenza artificiale presenta due limiti intrinseci:
- Un giudizio sfumato: il valore strategico, gli aspetti creativi e le complesse implicazioni normative richiedono ancora una valutazione da parte di esperti.
- Il ruolo dell'intelligenza artificiale: l'intelligenza artificiale individua segnali e modelli di rischio, ma non sostituisce la vostra autorità decisionale finale. Il vostro giudizio, frutto dell'esperienza, rimane fondamentale per il successo strategico.
Consenso emergente: la strategia di denominazione più efficace combina l’analisi basata sull’intelligenza artificiale, volta ad accelerare la selezione, con la valutazione da parte di esperti, riservata al processo decisionale strategico.
Gestire le aspettative relative ai "risultati immediati"
Sebbene l’intelligenza artificiale possa ridurre drasticamente il tempo necessario per lo screening iniziale dei database, spesso crea una sfida secondaria: tradurre la velocità dell’intelligenza artificiale in aspettative aziendali realistiche, consentendo ai team che si occupano di proprietà intellettuale di dimostrare il proprio valore all’azienda.
I team di marketing e dirigenziali potrebbero interpretare erroneamente la rapidità dell'IA come una garanzia di verifica immediata della disponibilità del marchio.
Per contrastare questa tendenza, i professionisti del settore della proprietà intellettuale devono:
- Sensibilizzare i vertici aziendali sulla differenza fondamentale tra l’identificazione automatizzata dei rischi e la valutazione giuridica approfondita.
- Stabilire tempistiche di lancio realistiche che consentano di conciliare lo screening rapido tramite IA con un tempo adeguato per la valutazione strategica da parte degli esseri umani.
- Creare strutture di comunicazione trasparenti che spieghino perché un nome verificato dall’IA possa comunque richiedere una revisione manuale a causa di complesse sensibilità culturali o normative.
Denominazione globale: l'imperativo dei caratteri non latini
Il desiderio di creare un unico marchio globale è spesso ostacolato dalla complessità linguistica. Gli standard di esame dei marchi e le interpretazioni linguistiche variano notevolmente da una giurisdizione all’altra, rendendo l’approvazione universale un risultato raro da ottenere. Comprendere queste sfumature regionali è fondamentale per elaborare strategie di denominazione efficaci e localizzate.
L'integrazione tempestiva è fondamentale: trascurare di valutare gli alfabeti non latini (cirillico, cinese, giapponese, ecc.) nelle prime fasi del processo è una causa comune di ritardi, che porta a costosi cambiamenti di rotta e a un rebranding dopo aver sostenuto ingenti costi irrecuperabili.
L'integrazione è il nuovo standard per il successo
Un importante cambiamento strategico è l'abbandono del processo di denominazione compartimentato e sequenziale.
Tradizionalmente, i team che si occupano di proprietà intellettuale, aspetti normativi e brevetti operavano in modo indipendente. Oggi, invece, la collaborazione tempestiva e costante con questi team è fondamentale per rispettare le tempistiche sempre più serrate del lancio dei farmaci sul mercato.
Misure concrete per l'allineamento interfunzionale
Riconoscere la necessità dell'integrazione è solo il primo passo; metterla in pratica richiede un cambiamento radicale nelle operazioni quotidiane.
Per abbandonare definitivamente il processo di denominazione sequenziale e compartimentato, le organizzazioni devono attuare una collaborazione strutturata sin dall’inizio del ciclo di vita del prodotto.
- Workshop congiunti di avvio: prevedere sessioni obbligatorie di allineamento tra i team IP, Regulatory e Brevetti prima dell’inizio di qualsiasi attività di brainstorming o selezione.
- Ambienti di lavoro digitali centralizzati: utilizzare piattaforme condivise in cui i commenti di natura linguistica, normativa e relativi ai marchi possano essere registrati e consultati contemporaneamente da tutti i reparti interessati.
- Revisioni unificate delle tappe fondamentali: stabilire punti di controllo rigorosi in cui i candidati alla denominazione non possano passare alla fase successiva senza l’approvazione simultanea sia dei responsabili della regolamentazione che dei responsabili dei marchi, evitando così costose sorprese nelle fasi avanzate del processo.
Conclusioni per i professionisti del settore farmaceutico
Il panorama della denominazione è radicalmente diverso rispetto a com’era anche solo cinque anni fa.
La saturazione dei marchi, la complessità globale e il controllo normativo sono tutti in aumento. Sebbene il potenziale dell’intelligenza artificiale sia notevole, essa presenta anche una sfida interna: gestire le aspettative spesso irrealistiche degli stakeholder aziendali in termini di automazione e rapidità.
Per i professionisti del settore della proprietà intellettuale e del branding che si preparano al lancio di un prodotto, il messaggio è chiaro: il successo non dipende solo dalla scelta del nome giusto, ma dall'attuazione di una strategia integrata che, sin dall'inizio, tenga conto degli aspetti relativi ai marchi, alle normative e alle considerazioni strategiche.
Il futuro del branding farmaceutico si basa su rischi calcolati e su un’attuazione collaborativa. Capisci cosa conta davvero. Agisci in base a ciò che conta davvero
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